lunedì 17 settembre 2012

SCARLET TOWN



Hibbing è una piccola cittadina del Midwest. Da lì sono partiti i Greyhound bus raccontati da Keruac,  lì esiste la più grande miniera di ferro a cielo aperto del mondo, il suo colore rosso ossido domina il paesaggio che si può osservare dalla cima della collina che separa l’abitato dalla miniera.
Hibbing è anche la  piccola città dove negli anni 50 Abraham Zimmerman conduceva una piccola attività di commercio di elettrodomestici assieme ai fratelli e zii del giovane Robert. Comunque sia, è probabilmente quest’ultima, la sua principale attrattiva.
Questi particolari esaminati cumulativamente possono delineare delle similitudini con la Città Scarlatta che Dylan descrive in Tempest, ma la stessa città può essere vista come uno spaccato esistente di qualsiasi piccola comunità.
“In scarlet town were i was born” è il primo verso di Barbara Allen ma è anche l’ultimo di alcune strofe di “Scarlet town” di Dylan. in realtà Dylan finisce dove la  tradizione inizia. può ancora definirsi un verso copiato? in effetti non credo.  Dylan in questo modo non solo evoca un immagine ma evoca anche una canzone e ci porta a pensare chequesta città piena di  nuovi personaggi è sempre stata la stessa. Ribalta completamente il senso, da una parte Scarlet town è l’incipit per contestualizzare una storia, dall’altra è il soggetto finale in cui i fatti accadono. da una parte la protagonista  della canzone è Barbara Allen, dall’altra la protagonista è la città. e’ attingere alla tradizione nel senso più evocativo della poesia che richiamava Eliot. Dylan prende tutto il fardello della tradizione portandosi dietro una delle canzoni che ciclicamente ha cantato costruendo nuovi personaggi e facendoci intuire il senso della storia e della tradizione, l’autore di Barbara Allen è nato a Scarlet town  e similmente Dylan è nato nella stessa città in un legame che , con questa lettura, piuttosto che al luogo richiama al senso dell’emozione. Dylan sembra dire sono nato nel luogo in cui vengono composte delle canzoni. Nella città la musica suona, è viva entra nella prima strofa e in quella conclusiva. la “cittàscarlatta” non ha un richiamo fisico e territoriale, ma ha un richiamoestetico,  emotivo, evocativo, anche temporale se vogliamo. per questo da quello che si intuisce di “scarlet town” si può  dire che è una canzone nuova ma è anche folk e  tradizionale.
L’atmosfera ricorda molto Gerusalemme, condivido il fatto che il tocco del mantello in cui l’orlo è stato strappato  ricorda l’episodio del vangelo in cui la donna tocca il mantello di Gesù alla ricerca della guarigione e in un certo senso porta a un senso di desolazione verso una città che adesso non è più in grado di progettare una salvezza. la stessa dualità tra la città antica e i giorni nostri di Early roman kings in cui non si sa più se la storia è riferita a molto  tempo fa o ai giorni nostri. Scarlet town suona come una canzone  scura e anche il testo ripercorre il cammino nella notte di Ain’t talking e se vogliamo di Love sick e Man in the long black coat.
Stilisticamente è una scrittura molto raffinata, un esempio concreto ne è  la rima interna Scarlet  con Scattered che descrivendo la dispersione dei fiori con l’ombra delle foglie  e il colore scarlatto della città accentua questo senso di smarrimento con una immagine molto visiva.  Ma anche il dualismo natura e ambiente è molto visiva, l’immagine del mendicante che non viene aiutato in tempo,  è sottolineato doppiamente con la durezza della vita accomunando l’immagine forte del  marmo e dei campi di pietra, a sottolineare quasi questa pesantezza dell’”help that comes too late”, è uno dei momenti più belli quello con cui riesce a descrivere la diversità tra la leggerezza delle foglie smosse dal vento e la durezza delle pietre che sono,  in ultima sintesi, create dall’uomo, beggars (mendicanti)  è un termine che Dylan usa raramente ma è più volte presente in Tempest.  E’ una società che in fondo ha una sua propria umanità ma è una umanità che è distratta da una serie di altre incombenze precedenti, sembra quasi di cadere nella vecchia frase di Dylan do I understand your question man is it hopeless and forlorn? Tanto per ritornare a un salvataggio dalla tempesta altrettanto famoso in Shelter from the storm. Sono tutte immagini che si accavallano creando nuove emozioni e con una cronologia molto più logica rispetto al senso di collage che percepivo in Modern Times.
In Scarlet town  tutte le immagini costruiscono un insieme omogeneo in cui il racconto è dato dall’osservazione, con quella nostalgia propria dei film di Renoir che scavando nel paesaggio scavano anche dentro l’animo umano. I protagonisti diventano così gli abitanti di una città Scarlatta che mescola assieme il tema oggettivo del colore ma anche quello forte delle emozioni che vi si associano.  
Il  colore è molto presente in tutto l’album tempest, il rosso cupo che domina la copertina è molto simile a quello storico di Blood on the tracks. Nella città scarlatta addirittura un verso è costruito interamente giocando sui colori: il giallo, il marrore, il bianco e il nero, tutte le cose hanno un tempo per essere belle e tutte sono davanti a noi per lasciarsi osservare.
Sembra che le sette meraviglie del mondo convivano nello stesso luogo ma in realtà è la bellezza  il segreto con cui esse vengono guardate che riguarda l’amore che è di per se stesso bellezza. Tutta l’umanità in quanto tale è glorificata in quanto tutta l’umanità possiede il segreto della condivisione della natura umana che come nel caso del signor William Holme e della signora Mary hanno un nome e cognome ben identificato. In questo quadro di conoscenza le persone condividono anche il mistero del trapasso sapendo che tutto questo appartiene alla vita.
Dylan parla della sua città e parla di vie con nomi impronunciabili, forse perché non ha senso riferirli e contestualizzarli, forse perché non riflettono davvero la città. Ci sono foglie d’edera e ci sono spine d’argento. Potremmo anche dire sottilmente che la natura in sé non punge e che il metallo prezioso, su cui forse la società si costruisce crea il  dolore. La stessa dualità che esprime poi l’immagine antitetica foglie di palma e campi di pietre e di marmo. In questo quadro sembra quasi catturata dal vociare dei passati la preoccupazione per il crollo dell’economia con il valore dell’"oro che  si è abbassato a un quarto per un’oncia", nelle sottili discussioni del quotidiano. In questa piccola città la preoccupazione più importante sembra quella di sentirsi parte del sistema. Stiamo andando tutti dalla stessa parte? Sembra chiedersi la comunità intera, mentre il quadro si restringe in un dialogo e un incontro tra familiari di questa piccola città costruita sotto la collina, una collina porta con sé sempre una cima dall’alto da cui osservare e un’altra realtà simile nell'altro lato, come viene descritta in Come era verde la mia valle,  che esiste nell’altro lato: i due zii stanno ancora lavorando assieme; una dimensione familiare del sostegno economico del vivere quotidiano (come per padre Abraham).
Ma la città scarlatta non ha novità,  il destino dell’uomo si ripete in una odissea generazionale, si combatte in alto e si combatte in basso, come dire in modo eroico e in modo mediocre, si combatte questa realtà con gli stessi nemici che aveva tuo padre, o per meglio dire vanno affrontati con le stesse armi, ma la solitudine, la desolazione dell’animo umano, la tristezza nel nostro umano vagare per la città sono affogate ricercando e cadendo nell’effimero a cui ci guida l’ebbrezza  del whisky o della droga ma anche nel richiamo erotico delle gambe femminili che Dylan ripresenta attraverso la natura dell'uomo.
Eppure in tutto questo, nel quotidiano combattere, nell’evolversi e succedersi della vita c’è qualcosa di buono, anzi tutto, tutte le cose in fondo si costruiscono per la ricerca di amore e se questo amore è ricercato tramite la consapevolezza della bellezza, allora tutto ciò non può essere criminalizzato, perché tutte le cose hanno un tempo o un angolo che le rende belle e significative e tutte queste cose esistono e sono lì per te nella tua città.     

CITTA' SCARLATTA (trad. G.Satta)

Nella Città Scarlatta, dove sono nato
Ci sono foglie di edera e spine d'argento
Le strade hanno nomi che non puoi pronunciare
L'oro si è abbassato ad un quarto per un'oncia
La musica inizia e le persone ondeggiano
Tutti chiedono “Andiamo nella stessa direzione”?
Zio Tom ancora lavora per Zio Bill
La città scarlatta sta sotto la collina
In Scarlet Town, where I was born
There’s ivy leaf and silver thorn
The streets have names that you can’t pronounce
Gold is down to a quarter of an ounce
The music starts and the people sway
Everybody says, “Are you going my way?"
Uncle Tom still workin' for Uncle Bill
Scarlet Town is under the hill

La Città Scarlatta nel mese di maggio
Il dolce William Holme coricato nel suo letto di morte
La signora Mary affianco al letto
Baciando il suo viso e gettando preghiere sopra la sua testa
Così coraggioso e sincero, così gentile è lui
Piangerò per lui come lui potrebbe piangere per me
Piccolo ragazzo triste, fai partire il soffio del corno
Nella città scarlatta, dove sono nato
Scarlet Town in the month of May
Sweet William Holme on his deathbed lay
Mistress Mary by the side of the bed
Kissin' his face and puttin' prayers on his head
So brave and true, so gentle is he
I’ll weep for him as he would weep for me
Little Boy Blue come your blow horn
In Scarlet Town, where I was born

Città Scarlatta, nella calde ore di mezzogiorno
Ci sono le ombre delle foglie delle palme e fiori ovunque
Mendicanti accovacciati davanti al cancello
L'aiuto arriva, ma arriva troppo tardi
Da lastre di marmo e nei campi di pietre
Esprimi i tuoi umili desideri
Ho toccato le vesti, ma il lembo era strappato
Nella città scarlatta, dove sono nato
Scarlet Town, in the hot noon hours,
There’s palm-leaf shadows and scattered flowers
Beggars crouching at the gate
Help comes, but it comes too late
By marble slabs and in fields of stone
You make your humble wishes known
I touched the garment, but the hem was torn
In Scarlet Town, where I was born

Nella Città Scarlatta, la fine è vicina
Le sette meraviglie del mondo sono qui
Il cattivo ed il buono vivono fianco a fianco
Tutte le forme umane sembrano glorificate
Metti il tuo cuore su un piatto ed osserva chi lo addenterà
Osserva chi si prenderà cura di te e ti augurerà buona notte
Ci sono boschi di noci e aceri
Nella Città Scarlatta piangere non farà affatto bene
In Scarlet Town, the end is near
The Seven Wonders of the World are here
The evil and the good livin' side by side
All human forms seem glorified
Put your heart on a platter and see who will bite
See who will hold you and kiss you good night
There’s walnut groves and maplewood
In Scarlet Town cryin' won’t do no good

Nella Città Scarlatta combatti coi nemici di tuo padre
Su in cima alla collina soffia un vento caldo
Li combatti in cielo e li combatti per terra
Li combatti col whisky, la morfina ed il gin
Hai gambe che possono far impazzire un uomo
Tante cose non abbiamo fatto che vorrei avessimo fatto
Nella Città Scarlatta il cielo è limpido
Spererai, per Dio, di essere qui
In Scarlet Town, you fight your father’s foes
Up on the hill, a chilly wind blows
You fight ‘em on high and you fight 'em down in
You fight 'em with whiskey, morphine and gin
You’ve got legs that can drive men mad
A lot of things we didn’t do that I wish we had
In Scarlet Town, the sky is clear
You’ll wish to God that you stayed right here

Lasciali perdere Joe, suona “Camminando per la stanza”
Suonala per la mia puttana senza seno
Sto sveglio fino a tardi, sto facendo ammenda
Mentre sorridiamo, l'intero paradiso discende
Se l'amore è un peccato, allora la bellezza è un crimine
Tutte le cose sono belle a loro tempo
Il bianco ed il nero, il giallo ed il marrone
Va tutto bene là davanti a te nella Città Scarlatta.
Set ‘em Joe, play “Walkin’ the Floor"
Play it for my flat-chested junkie whore
I’m staying up late, I’m making amends
While we smile, all heaven descends
If love is a sin, then beauty is a crime
All things are beautiful in their time
The black and the white, the yellow and the brown
It’s all right there in front of you in Scarlet Town

lunedì 13 luglio 2009

E' duro insegnare a un vecchio cane nuovi trucchi

What have you learned from being back on stage?
Leonard Cohen: I learned that it's hard to teach an old dog new tricks. I've been grateful that it's going well. You can't ever guarantee that it's going to continue doing well, because there's a component that you really don't command.
What component is that?
LC: Some sort of grace, some sort of luck. It's hard to put your finger on it - you don't really want to put your finger on it. But there is that mysterious component that makes for a memorable evening. You never really know whether you're going to be able to be the person you want to be or that the audience is going to be hospitable to the person that they perceive. So there's so many unknowns and so many mysteries connected - even when you've brought the show to a certain degree of excellence.

Leonard Cohen a 75 anni se ne ritorna in Tour dopo circa 15 anni che non eseguiva concerti. La sua risposta a una domanda circa cosa ha appreso da questa esperienza mi ha colpito per le dinamiche con cui si ricollega all'apprendimento adulto e alla presenza di cornici implicite.
Quello che trovo ancor più interessante è il concetto di grazia e di fortuna che vengono incluse nella componente che riguarda la buona riuscita di una cosa.

giovedì 4 giugno 2009

Il ruolo della conoscenza nella conservazione e valorizzazione degli edifici storici: esperienze in corso

Giovedì 4 giugno, l'Università degli studi di Parma e la Fondazione Cariparma presentano un seminario dal titolo: l ruolo della conoscenza nella conservazione e valorizzazione degli edifici storici: esperienze in corso.

Gli architetti Matteo Carobbi e Emanuele Mazzadi presenteranno le nuove tecnologie studiate per il recupero funzionale del Monastero di Santa Maria degli Angeli a Busseto mediante interventi e nuovi impianti poco invasivi e rispettosi delle norme di risparmio energetico; l’Ing. Stefano Alfieri presenterà gli studi e i rilievi preliminari effettuati per il restauro delle coperture della chiesa della Steccata e la Prof.ssa Eva Coisson illustrerà la situazione statica della Cattedrale alla luce delle prove dinamiche effettuate sulle catene dai tecnici del Dipartimento di Ingegneria Industriale.

In occasione del convegno, il Prof. Ivo Iori, Preside della Facoltà di Architettura, presenterà il volume: “Santa Maria del Quartiere in Parma. Storia, rilievo e stabilità di una fabbrica farnesiana”. Il volume, curato da Paolo Giandebiaggi, Carlo Mambriani e Federica Ottoni, come il precedente della stessa collana dedicato alla Cattedrale, riunisce recenti studi interdisciplinari, che hanno permesso di approfondire le conoscenze sulla realtà storica e costruttiva di quella che è una delle fabbriche farnesiane più singolari e significative della città, attualmente in stato di degrado, ma in vista di prossimi interventi di restauro.
Il risultato più significativo di tali contributi, uniti al finanziamento diretto di due dottorati di ricerca, è stato probabilmente quello di contribuire alla formazione di giovani esperti con competenze altamente qualificate nel settore del restauro architettonico, in grado di affrontare con metodologie e strumenti moderni le numerose problematiche interdisciplinari che si presentano per la conservazione dei monumenti di una città.

La maggior parte degli studi finanziati sono stati infatti finalizzati all’approfondimento delle conoscenze delle fabbriche storiche, nella consapevolezza del ruolo fondamentale dello sviluppo delle conoscenze per le finalità di conservazione e valorizzazione del patrimonio architettonico: una conoscenza approfondita consente di ottimizzare e ridurre al minimo necessario gli interventi, di rispettare quindi l’integrità dei monumenti e di ridurne i costi.

domenica 17 maggio 2009

Il Giorgione mi è simpatico



Castelfranco Veneto ospiterà nel 2010 le manifestazioni in ricorrenza dei 500 anni dalla morte del Giorgione.


Il Giorgione ha un nome simpatico, sa di una figura imponente e buona, ricordo che negli anni della scuola superiore andai a visitare la mostra per i 500 anni dalla sua nascita. Ci sta una vita in mezzo a questo percorso di apprendimento formale e informale. Ricordo che preparai anche una piccola ricerca sulla" Tempesta" che, nel tragitto, andammo a visitare a Venezia. La tempesta è sempre rimasta come uno dei mei quadri preferiti, forse a seguito di quella piccola ricerca di approfondimento, ma soprattutto perchè è un paesaggio che ha una dimensione simbolica che nessuno, in modo univoco, ha chiaramente individuato.


In realtà la tempesta che da il titolo al quadro è raffigurata nello sfondo e l'attenzione del pittore sembra più catturata dalle figure in primo piano: una donna che sta allattando un bambino e una guardia. Il loro significato simbolico non è certo, ma il fascino di fornire delle interpretazioni personali, sta forse alla base del mio interesse per il dipinto. Il cielo poi,come si nota dalle mie foto, è sempre stato un elemento che mi attrae particolarmente.

Per quanto riguarda l'argomento specifico, l'opera il cui restauro è stato completato nel 2005, è la pala con la Madonna che è raffigurata nella foto. In entrambe si nota la cura per il paesaggio che è, sembra, di influenza leonardesca.

Le indicazioni per l'avvio delle manifestazioni e la fruizione del percorso museale sono raggiungibili a questo indirizzo:


http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=71596

mercoledì 13 maggio 2009

pronto soccorso restauro d'arte

per chi entra in facebook, segnalo questo gruppo ..
mi ha incuriosito soprattutto il titolo che guarda al restauro come a una cosa da curare..
come se le opere fossero oggetto di "pronto soccorso"

http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=68633835820&ref=mf

lunedì 11 maggio 2009

mostra del Brustolon a Belluno

Fino al 12 luglio è possibile visitare a Belluno, palazzo Crepadona, una mostra che presenta le opere di Andrea Brustolon sculture ligneo di origine bellunese.
Molte di esse sono state oggetto di restauro e una parte di esse è visitabile, oltre all'interno della mostra, anche nell'ambito di itinerari tematici che presentano opere che, per peso e dimensioni, non possono essere spostate.
Un link della mostra in particolare che spiega l'attività proposta dallo scultore nel settore del legno:

http://www.brustolon.it/andrea_brustolon/arte_del_legno.php

domenica 10 maggio 2009

formazione nel restauro

Le mie ricerche formative prevedono di interessarmi della formazione nel restauro.
Quale dimensione darvi nell'ambito del mio blog "assieme attraverso la vita"?. E' facile pensare che il restauro sia rivolto al recupero di qualcosa, sia un oggetto, sia un bene, sia un edificio. Allora è anche molto semplice pensare che questo recupero sia quello di trasportare la testimonianza con noi assieme attraverso la vita. L'altro giorno a un interessante convegno sul tema (sul quale avrò modo di ritornare), un relatore poneva l'accento sulla tipologia del lavoro di restauratore, ponendo un enfasi sulla tutela del patrimonio artistico come valore, in termini assoluti, oltre il valore stesso della vita delle persone. In effetti, aldilà della sacralità della stessa, i beni culturali ci accompagnano attraverso la vita, testimoniamo alle altre culture i nostri valori, il nostro concetto di armonico e di bello e sono portati ad essere prima e dopo di noi nella storia.